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ORIGINE ED OBIETTIVI DEL PIANO DELL'OFFERTA FORMATIVA

 

Il P.O.F. (piano offerta formativa) è la carta d'identità della nostra scuola e segue le indicazioni formative nazionali per i piani personalizzati delle attività educative nelle scuole dell'infanzia.

Tiene conto delle esigenze, del contesto culturale sociale ed economico della realtà in cui opera. Lo scopo di questo documento è quello di presentare l'offerta formativa pensata, proposta e realizzata con la partecipazione di tutte le sue componenti, alla comunità e ai genitori degli alunni.

Tenendo in considerazione i decreti applicativi per la Riforma della scuola, la nostra proposta educativa concorre a promuovere la formazione integrale della personalità dei bambini nella prospettiva dello sviluppo di soggetti liberi, responsabili e partecipi alla vita della comunità.

Gli obiettivi generali dei Piani Personalizzati sono:

- la maturazione dell'identità,

- la conquista dell'autonomia,

- lo sviluppo delle competenze.

 

Tali obiettivi formativi si articolano in diversi punti formati vi all'interno dei 4 titoli presenti nelle "Indicazioni Nazionali per i Piani Personalizzati delle attività educative nella scuola dell'infanzia":

IL Sé E L' ALTRO

IL CORPO IN MOVIMENTO

LINGUAGGI, CREATIVITà, ESPRESSIONE

I DISCORSI E LE PAROLE

LA CONOSCENZA DEL MONDO

 

Breve storia del plesso scolastico

L'asilo infantile Parrocchiale di Pedavena, dedicato in memoria "Ai Caduti" in guerra è situato in via Roma, 2. Dopo molte difficoltà ha iniziato la sua attività il 21 luglio 1927, con l' arrivo delle Suore della Misericordia di Verona, che attualmente operano in codesta Scuola Materna. Le suore sono giunte per desiderio ed interesse di don Amedeo Marchet.

Fin dalla sua nascita, l'asilo ebbe annessa una scuola di lavoro femminile, per le ragazze dopo le elementari e per molti anni fu sede anche di svariate attività e di varie iniziative (la refezione scolastica delle elementari, il doposcuola, le cucine di beneficenza per i bisognosi del Comune, il canto, le riunioni delle varie associazioni, le recite della filodrammatica, la scuola della dottrina cristiana ed altre attività pastorali.

Nel 1964 venne costruita una nuova ala, comprendente due piani: sopra un' ampia sala da gioco e sotto un porticato per la ricreazione durante il maltempo.

Nel 1972 la denominazione venne aggiornata in Scuola Materna "Ai Caduti" per dare ampio significato educativo all'ambiente scolastico, poiché anche la scuola è protagonista delle trasformazioni socioculturali che sono in atto.

L'organizzazione della scuola ha come legale rappresentante Il Parroco, pro-tempore ed è gestita da un "Comitato Genitori" eletto in apposita assemblea.

 

Il bambino

In ogni età il bambino deve superare un ostacolo psichico costituito da aspetti che compongono il sociale. L'adattamento è il processo naturale che il bambino attua per conoscere e controllare gli elementi della realtà. Solo attraverso questo sforzo egli si fa sociale.

Sin dalla nascita, nei primi rapporti con la madre, il bambino è costretto a fare i conti con una serie di stimoli utili per l'adattamento attivo: suoni, rumori, luci, gusti, sensazioni tattili, che egli deve decifrare e decodificare per equilibrarsi con il mondo esterno. 

Il bambino comunque, necessita della conferma del suo comportamento adattativo per proseguire nella conoscenza e padronanza di sé e del mondo: ecco che l'attività nella scuola dell'infanzia diventa insostituibile così come lo è l'ambiente familiare.

L'attività delle scuole dell'infanzia prende spunto dalle capacità di base del soggetto:

bisogni psico-sociali, emotivi, affettivi, livelli di sviluppo intellettivi.

Per mezzo di contenuti di apprendimento, che nella scuola sono rappresentati dalle attività didattiche formative, l'attività dell'educatrice consegue ai processi mentali, comportamenti da acquistare.

L'educazione nella scuola materna Parrocchiale, come scuola particolare, si prefigge l'integrazione educativa con la famiglia e vuol favorire lo sviluppo psico-sociale di ogni bambino, rispettando i ritmi, i modi e la natura dello stesso.

Come scuola cattolica si propone anche di integrare ogni attività educativo-didattica con la scoperta al senso religioso e suo incontro con Cristo.

 

Principi ispiratori

La Scuola Materna, connotata come Scuola Cattolica, riconosce quali suoi principi ispiratori:

1) LA COSTITUZIONE ITALIANA ed in particolare gli art. 3-33-34, rispettano e favoriscono: 

l'uguaglianza - la scuola, infatti, evita ogni discriminazione nell'erogazione del servizio scolastico,  né per motivi di sesso, razza, etnia lingua, né per motivi di religione, ideologia politica, condizioni psicofisiche e socioeconomiche. I genitori dei bambini, a loro volta, si impegnano a rispettare lo spirito della scuola cattolica ed a favorire le iniziative di natura didattica.

l'imparzialità - la scuola materna parrocchiale garantisce che tutto il personale che, a vario titolo opera nella scuola, ispira i propri comportamenti nei confronti dei bambini e delle famiglie a criteri di obiettività, giustizia ed imparzialità. La scuola si impegna, inoltre, ad adottare le misure volte ad arrecare il minor disagio possibile, assicurando un servizio educativo regolare e continuo nel rispetto del contratto di lavoro del personale.

accoglienza ad integrazione - la scuola si impegna, con gli atteggiamenti propri dello spirito cattolico-cristiano a favorire l'accoglienza dei bambini ed il loro inserimento, con particolare riguardo agli anni ponte ed alle situazioni di rilevante necessità o di handicap dichiarato.

educazione alla partecipazione - nella scuola viene garantita e stimolata la partecipazione delle famiglie per la realizzazione della comunità educativa attraverso modalità di raccordo, confronto e collaborazione attivati di volta in volta secondo la necessità.

 

2) LE LINEE FONDAMENTALI ESPRESSE DAGLI ORIENTAMENTI DEL 1991 NELLA PARTE RELATIVA ALLE FINALITà .

 

3) LA VISIONE CRISTIANA: da cui attingere la concezione dell'uomo fondata sul primato della persona che è:

  • unica ed irripetibile

  • costitutivamente libera

  • destinataria di un progetto di vita, inserito nel piano di salvezza

  • principio, soggetto e fine di tutte le istituzioni sociali (G. et. S. 25)

4) IL CARISMA delle Suore della Misericordia di Verona (essendoci per richiesta della Parrocchia) si esplica nella carità totale ai più piccoli, poveri e bisognosi. Su questo si fonda l'impegno a far si che ogni scuola divenga luogo di accoglienza di comprensione, di amore a tutti indistintamente e ad ognuno con particolare predilezione alle situazioni di povertà tipiche della società attuale.

5) I DOCUMENTI DEL MAGISTERO DELLA CHIESA E DEL PROGETTO EDUCATIVO, della FISM di Padova a cui la scuola è associata.

 

Finalità

1) La nostra scuola materna Parrocchiale intende rispettare le finalità presenti negli "Orientamenti" evista di una delle aule dell'Asilo quelle specifiche del Cristianesimo a cui si ispira.

Promuove perciò la crescita integrale del bambino, in modo che:

  •  sviluppi armonicamente le sue potenzialità fisico psicologiche, culturali e spirituali;

  •  diventi persona libera e responsabile, capace, in seguito di operare criticamente nelle scelte,  di assumere e trasmettere una visione cristiana della vita.

2) Promuovere, inoltre, la formazione di un'autentica comunità educante che:

  •  viva valori umani e cristiani quali: libertà, giustizia, lealtà, dialogo, pace, perdono, carità...;

  •  esprima nell'ambito scolastico, ma anche nella vita socio politica.

3) Nella scuola materna di ispirazione cristiana, si concorre alla formazione della personalità:

  •  si promuove innanzi tutto, l'identità dell'uomo e del cristiano, sviluppando il sentimento di appartenenza alla famiglia, ma anche l'appartenenza al più ampio contesto della comunità ecclesiale e dell'intera famiglia umana;

  •  si educa all'autonomia, insegnando il rispetto di se e degli altri, la solidarietà, la giustizia e l'impegno ad agire per il bene comune. L'autonomia non è una fuga dai legami, ma l'esercizio libero dell'amore che lega il cristiano a Dio e al prossimo;

  •  si cura infine, la competenza, non come sfoggio precoce di un sapere posticcio, ma come il primo approccio alle conoscenze e agli strumenti culturali (linguaggio, scienze, arti) con i quali l'uomo esprime il tentativo di organizzazione la propria esperienza, di esplicare e ricostruire la realtà, conferendole significato e valore.