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Memorie
sulla costruzione
della nostra
Chiesa
(Dal
libro cronistorico della Parrocchia)
Era
già stata incominciata la Magnifica Fabbrica della nuova Chiesa
parrocchiale di S. Giovanni Battista, che ora vedesi quasi al suo
compimento condotta, fin dall'anno 1757 sotto la prudentissima
condotta dell'esperto e zelantissimo uomo Sign. Giovanni Cricco
dalla
Sega, il quale per 19 anni s'affaticò indefessantemente, come
Procuratore, onde condurla al segno che trovasi, e con tanto maggior
fatica, essendoché fu cominciata ed eretta essa fabrica col mezzo
di sole elemosine spontanee di tutta la parrocchia, e volontarie
rate gittate in vari tempi sulle persone e famiglie di Pedavena,
Sega, Tornaolo, Murle e Carpene, le quali ville si erano unicamente
impegnate a vedere condotta a fine una tal opera senza che vi fosse
soldo preparato o comune, erario di sorta alcuna; dal che rilevasi
che fu veramente in piacere di Dio una tale impresa, giacché la
prosperò sì mirabilmente fino al giorno d'oggi.
Felici
quelle comunità, nelle quali ritrovarsi almeno una Persona
intelligente, savia e zelante sì del culto di Dio, che del pubblico
Bene, mentre da questa si può sempre sperare buona riuscita e
vantaggi considerabili, quando venga adoperata dalle Comunità
stesse negli affari di qualche conseguenza, come qui successe più
volte per la
direzione del suddetto Cricco...
Chi
per avventura si compiacerà di scorrere coll'occhi queste memorie,
che per mio diporto ed a buon fine io vo così alla schietta
raccogliendo quivi per lume della posterità, non s'aspetti più
d'ora innanzi d'intendere inseritovi nell'intrapprese il Nome del
benemerito, e più volte con giusto applauso ricordato Sign.
Giovanni Cricco. Alli 14 di marzo dell'anno 1790, assalito già otto
giorni prima da una impetuosa infiammazione di petto, con sommo
discapito delle due beneficate Parrocchie di PEDAVENA e di S.
GIUSTINA, ove appunto erasi allora portato come Procuratore per
sollecitudine della Fabrica di quella Nuova Chiesa Arcipretale colla
sua direzione piantata, e ridotta in coperto per la metà
all'incirca, passò agli eterni riposi, da entrambe le Parrocchie
con giusta ragione compianto.
Il
suo cadavere riposa sotto li gradini del presbiterio della suddetta
Nuova Chiesa di S. Giustina dirimpetto all'Altar Maggiore, e a parte
destra di esso Altare presso l'ingresso della Sacristia nell'intercollunio
vedesi inserita nel muro una Lapida in memoria di sì grand'uomo,
dalla cui iscrizione rivelasi quanto egli fu benemerito presso la
sua Famiglia, presso la Parrocchia di Pedavena, presso quella di S.
Giustina, e presso il territorio tutto, di cui essendo stato cinque
volte uno de'quattro Colmellari, mirabilmente maneggiò con
fruttuosa riuscita i pubblici interessi.
Meno
sensibile forse sarebbe riuscita una tal perdita alle suacennate
Parrocchie ed al
Pubblico, se in Pedavena, se in S. Giustina, se almen nel territorio
tutto trovato si fosse un Uomo di tanta attività, di tanta
destrosità e di tanto talento, che rimpiazzar potesse ad un
dipresso il benemerito personaggio compianto.
Ancora
dal Libro Cronostorico 1792:
Una
dell'opere più vaghe, benché non delle più dispendiose, e che
forma ornamento ed un risalto de' più piacevoli nella chiesa
Parrocchiale, ella è senza dubbio per universal opinione dei
riguardanti, il Baldacchino sopra l'Altar maggiore. Opera che è
questa dell'industre intagliatore Sign. Gioachino Sperandio di Canal
S. Bovo di Primiero, travagliata (= lavorata) con uno studio e con
grazia singolare.
Il
merito del disegno d'esso Baldacchino è dell'esperto Professor Sign.
Antonio De' Boni di Villabruna il quale intense di estenderlo sul
gusto di quel rinomato Baldacchino ch'esiste nella Cattedrale di
Este. E di fatto persone intelligenti, che videro l'uno e l'altro,
protestarono che questo di molto s'approssima a quello e per disegno
e per bellezza di manifattura, e che per sveltezza e leggendaria
sorpassa senza dubbio quel tanto dispendioso esistente sopra
l'Altare del Santo di Padova. 
La
triade (= la Trinità) nel fondo del Baldacchino è lavoro del Sign.
Bastianello figlio del Sign. De' Boni, che la dipinse.
La
spesa di questo fu supplita... col ritratto (= ricavato) dal getto
sopra gli individui di tutta la Parrocchia.
Il
valore dell'opera in tutto fu di ducati correnti N. 350... (cioè
pari a 2.170 lire correnti). L'appensione di quest'opera alla cupola
del Coro fu compìta alli 22 del mese di settembre dell'anno1792.
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